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Cinema – Tura Satana

21 Lug

E’ stata una icona hot vincente degli Anni Sessanta. Maggiorata, ballerina esotica e protagonista indiscussa nel cult movie di Russ MeyerFaster, Pussycat! Kill! Kill!, (nel ruolo della perfida Varla), fu il sogno proibito di tutti i ragazzini che ascoltavano Elvis Presley e si mischiavano agli adulti nei cinema a luci rosse. 

Tura Satana, il cui vero nome è Tura Luna Pascual Yamaguchi , nasce  a Hokkaidō (Giappone), il  10 luglio 1938, da padre giapponese di origini filippine, attore di film muti, e da madre statunitense di origini cherokee, scozzesi e irlandesi che di professione faceva la contorsionista. Tura, ebbe una infanzia difficile: proprio a causa della nazionalità del padre, ancora piccola, fu internata con la famiglia nel campo di concentramento di Manzanar, in California, dove negli anni della Seconda guerra mondiale vennero rinchiusi oltre 110 mila americani originari del nemico Giappone.  Dopo la liberazione, andò a vivere a Chicago, in un quartiere che lei stessa definiva «un po’ italiano, ebreo e polacco, praticamente il sobborgo mafioso della città». Tura, sviluppò i seni molto presto e, nonostante fosse una studentessa eccellente, fu spesso derisa dai suoi compagni della James A. Riis Elementary School per i suoi tratti somatici asiatici. Tura stessa racconta che, pur essendo diventata una campionessa di atletica, venne a lungo discriminata e maltrattata dalle compagne ed isolata dal resto del gruppo. Senza amiche, faceva sempre lo stesso percorso da sola per tornare a casa. Fu proprio in uno di quei giorni, quando aveva appena 9 anni, che un gruppo di 5 uomini la stuprò. Questo spinse la ragazza a imparare dal padre le arti marziali, come l’aikido e il karate per difendersi e, a 15 anni, riuscì a rintracciare gli uomini che l’avevano violentata e, secondo i suoi racconti, si vendicò di ciò che le avevano fatto subire.

A 13 anni si sposò con un ragazzo di 17 con un matrimonio combinato (era stato scelto un ragazzo bellissimo dai suoi genitori per convenienza, visto che lo stupro sembrava averla macchiata socialmente), divorziando nove mesi dopo. Dopo l’annullamento del primo matrimonio,  Tura sposerà John Satana nel 1951, dal quale prenderà il cognome.

Rinchiusa in un riformatorio, trovò lì le sue prime amicizie, entrando a far parte di una gang di ragazze, a Chicago, chiamata “gli Angeli“, che indossavano le stesse giacche in pelle, jeans e stivali.dei motociclisti.  Uscita dal riformatorio, viaggiò fino a Los Angeles sotto identità fasulla e riuscì a farsi assumere, mentendo sull’età, come cantante blues. Ma il mestiere di cantante non era redditizio e, così, cominciò a lavorare anche come fotomodella in costume da bagno e di nudo. 

Costretta a tornare a Chicago dai suoi genitori, a causa di un avvelenamento, che le provocò delle violente abrasioni cutanee, una volta guarita, cominciò a lavorare prima come venditrice di sigari e sigarette in alcuni teatri, poi, come ballerina di burlesque, diventando ben presto una delle spogliarelliste più esotiche sulla piazza che dide del filo da torcere a professioniste dell’epoca come Rose Le Rose, Tempest Storm, ecc.Raggiunta la maggiore età, a causa di una gravidanza, dovette rinunciare temporaneamente al suo sogno di fare l’attrice cinematografica e di essere diretta dal regista Harold Lloyd, che, appunto, le aveva promesso che avrebbe fatto di lei una star del cinema. Dopo la nascita della piccola Kalani, tornerà, però,  a sognare il cinema.

In quel periodo, Tura fu anche una delle primissime “fidanzatine” di  Elvis Presley. Appena diciassettenne, Elvis, rimasto affascinato da uno spettacolo dell’allora ventenne Satana, per «il modo in cui lei muoveva il suo corpo e teneva in ostaggio i marinai, come oggetti sessuali». le propose di sposarla, ma lei rifiutò. Si scambiarono comunque un anello per ricordarsi della loro relazione. La leggenda vuole che Tura abbia insegnato a Elvis come si bacia una donna, e che fino alla fine dei suoi giorni abbia indossato l’anello che lui le regalò.

Nel 1963 debuttò nel cinema, interpretando il ruolo della prostituta, parigina di origini nipponiche Suzette Wong, in Irma la dolce, di Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLaine. Entrata in contatto con il regista Daniel Mann, lavorerà in due dei suoi film: Le cinque mogli dello scapolo (1963) con Dean Martin e il più conosciuto Il nostro agente Flint (1966). Nel film   interpreta la parte di una spogliarellista.Dopo aver interpretato alcuni film per la televisione, nel 1965 avvenne l’incontro che le cambiò la vita: Russ Meyer, leggendo un’inserzione sulla rivista Variety, la scelse per interpretare la parte di Varla nel suo Faster, Pussycat! Kill! Kill! (1965). Grazie a Meyer, Tura diventa Tura Satana, imponendosi con Haji e Lori Williams come protagonista. La pellicola, che racconta le avventure on the road di tre spogliarelliste alla fine del loro turno di lavoro, diventa prima un film underground e poi, dal 1994, un cult mondiale. Il personaggio di Varla, che appare in stivali, guanti e maglia nera aderente, è una spogliarellista a capo di una gang, che include altre due giunoniche ragazze, Billie e Rosie, a caccia di soldi e guai nel deserto, solcato a bordo di potenti automobili. Tra piccoli ranch e stazioni di servizio le tre delinquenti sequestrano, uccidono e riempiono di botte una serie di malcapitati.

 

Aggressiva, sessualmente disinibita, la sua Varla entra nei sogni degli americani puritani. Il film fu girato nel deserto al confine con Los Angeles, fra notti gelate e mattine assolate, e a Tura venne data persino la responsabilità legale dell’allora attrice adolescente del film, Susan Bernard, che venne messa sotto la sua protezione.

Grazie a questo film Tura divenne una vera e propria icona del genere exploitation, venerata dai fans e amata da registi come Quentin Tarantino.

Dopo il suo primo successo Tura comparve in altri B-movies, come The Astro-Zombies1968) e The Mark of Astro-Zombies (2002). Ma la sua notorietà resta legata alla figura vampiresca di Varla.

Tura Satana: Varla Tura Satana morirà il 4 febbraio 2011 a Reno, in Nevada, per un attacco cardiaco

 
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Pubblicato da su 21/07/2011 in Cinema

 

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