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LE DONNE NELL’ARTE – Élisabeth Vigée-Le Brun

23 Ago

Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun, considerata, tra i ritrattisti del suo tempo, una delle più grandi, nasce a Parigi il 16 aprile 1755. Fino all’età di sei anni viene educata in campagna da una balia ad Épernon e, dopo, ricondotta a Parigi, viene messa in collegio al convento della Trinità, dove la piccola Louise-Élisabeth, che aveva circa otto anni, comincia a disegnava sui muri della scuola e sui suoi quaderni. Il padre di Elisabeth, Louis Vigée, che era un pastellista, dopo aver scoperto il talento e l’abilità della figlia nel disegno, ne rimane estasiato e profetizza per Elisabeth un futuro da pittrice. All’età di undici anni, Elisabeth torna a vivere in famiglia, portando avanti la sua passione per il disegno e già all’età di quindici anni, diventata, nel frattempo, una delle ragazze  più  belle  di  Parigi, si afferma  precocemente   come  pittrice   professionista   ricevendo  parecchie 

Autoritratto all'età di 15 anni

commissioni per la esecuzione di ritratti, anche grazie alla protezione di due dame dell’epoca, Madame de Verdun, moglie di un fermier général (un grande appaltatore delle imposte), e la duchessa di Chartres. Il padre di Elisabeth muore quando lei ha ancora 14 anni e sua madre nel 1768 si risposa con con un ricco gioielliere, Jacques-François Le Sèvre. La nuova famiglia Le Sèvre/Vigée va ad abitare a rue Saint-Honoré, di fronte al Palais-Royal.

Anche se vive in un ambiente straordinariamente libertino, Louise-Élisabeth si presenta come una signorina piccolo borghese assai virtuosa, al punto che, spesso, è costretta a rifiutare le richieste di ritratti che i mondani dell’epoca le fanno al solo fine di incontrarla. Ciò nonostante, sorprendente è la facilità con cui Elisabeth trova il suo posto nella società dei grandi del regno. In particolare, entra nelle grazie di Maria Antonietta (che nel 1770 era arrivata in Francia per sposare il Delfino), diventando la sua pittrice preferita.

Ritratto di Maria Antonietta

Ritratto di Maria Antonietta e figli

Altro ritratto di Maria Antonietta con libro - 1788

Nel 1775 offre due suoi ritratti all’Académie Royale, ottenendone in cambio l’ammissione alle sedute pubbliche e il 31 maggio 1783 viene ammessa all’ Accademia Reale di pittura e scultura (che diventa nel 1795 Académie des Beaux Arts ), insieme con la sua diretta rivale Adélaïde Labille-Guiard. Il suo maestro diventa Gabriel Briard (pittore mediocre, che ha la reputazione di essere un buon disegnatore e di possedere in più un atelier a Louvre), che la presenta poi a Horace Vernet, allora al culmine della sua fama. 

Il 7 agosto 1775 Élisabeth Vigée sposa Jean-Baptiste-Pierre Le Brun, pittore sfaccendato, giocatore accanito e altrettanto accanito donnaiolo, il quale, tuttavia, da grande mercante di quadri che è, farà molto per la carriera di sua moglie.

Dalla loro unione, il 12 febbraio 1780 nasce la prima e unica figlia, Jeanne-Julie-Louise. Si dice che Louise-Élisabeth continuasse a dipingere anche durante le prime contrazioni, e che, a fatica, si decidesse a lasciare i suoi pennelli durante il parto.

autoritratto con la figlia

La familiarità con l’ambiente di corte genera sul conto di Élisabeth pettegolezzi e vere e proprie calunnie. Le vengono attribuite, infatti, orge, dissipazione, relazioni adulterine con tutta Parigi – esattamente come avveniva per la sua protettrice Maria Antonietta. Le uniche liaisons che forse ebbe, furono quella con il conte di Vaudreuil, già amante della favorita della regina,Yolande de Polastron, duchessa de Polignac, e quella con  Calonne, ministro delle finanze che succedette a Necker nel 1783.

Duchess de Polignac (ritratto di Élisabeth Vigée-Le Brun)

 Nell’estate del 1789 Élisabeth, mentre si trova ospite in casa di Madame du Barry, di cui aveva iniziato il ritratto, sente tuonare i cannoni dentro Parigi. Era scoppiata la Rivoluzione e, senza attendere che la folla infuriata ed ostile la venisse a prelevare, nella notte fra il 5 e il 6 ottobre 1789 abbandona Parigi con sua figlia e 100 luigi, lasciandosi dietro il marito, i quadri e il successo. Della fine dell’ Ancien Régime, Élisabeth dirà più tardi: «Allora regnavano le donne. La rivoluzione le ha detronizzate».E’ l’inizio dell’esilio per Louise-Élisabeth, che, però, mentre a Parigi infuria la Rivoluzione, viene invitata, e continua così a dipingere, in tutte le corti d’ Europa, a Roma, a Vienna, a Londra, a San Pietroburgo, rifiutandosi di leggere i giornali, per non sapere quali dei suoi amici erano stati ghigliottinati. Nel 1800 il suo nome viene cancellato dalla lista degli émigrés e sarebbe potuta rientrare a Parigi, ma lo fa solo due anni dopo. 

 

autoritratto a 45 anni

Tornata a Parigi, nel 1805, Louise-Élisabeth esegue il ritratto di Carolina Murat, una delle sorelle di Napoleone.

Caroline Murat con la figlia (ritratto di Vigee-Lebrun)

Successivamente, nel 1809, all’età di  54 anni, vive tra Parigi, dove apre un salotto, e Louveciennes, in una casa di campagna vicino al castello di Madame du Barry, alla quale prima della rivoluzione aveva fatto 3 ritratti.

Madame Du Barry

M.me du Barry 1787

Mme du Barry-1789-1820

Baronessa Crussol

Tra il 1813 e il 1820 la vita della pittrice è funestata da una serie di lutti in famiglia: muore dapprima il marito, poi la figlia Jeanne-Julie-Louise e, infine, il fratello di Élisabeth, Louis-Jean-Baptiste-Étienne.

Ritratto di Louis-Jean-Baptiste-Étienne

Alla età di 80 anni, Élisabeth pubblica i propri Souvenirs, una raccolta di notizie sulle vicende dell’epoca, che restano, a tutt’oggi, un documento molto interessante sugli sconvolgimenti del periodo in cui ella aveva così intensamente vissuto, conoscendo tutti i personaggi importanti, gli artisti e le corti del suo tempo. Élisabeth muore, in età avanzata, il 30 marzo 1842.

AUTORITRATTO

 

 
3 commenti

Pubblicato da su 23/08/2011 in Le donne nell'arte

 

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3 risposte a “LE DONNE NELL’ARTE – Élisabeth Vigée-Le Brun

  1. moscow hotel

    11/04/2013 at 02:03

    An intriguing discussion is definitely worth comment. I do think that you ought to publish more about this issue, it might not be a taboo subject but
    typically folks don’t discuss these topics. To the next! Best wishes!!

     

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