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LE DONNE NELL’ARTE – Angelika Kauffmann

04 Set

Pittrice svizzera, specializzata nella ritrattistica e nei soggetti storici, Maria Anna Catharina Angelika Kauffmann, nasce a Coira (Svizzera) il 30 ottobre 1741, ma vive a Schwarzenberg in Vorarlberg/Austria, città natale del padre.

Figlia di Joseph Johann Kauffmann, pittore mediocre, e di Cleofea Luz, levatrice, appassionata di letteratura e di musica, già all’età di nove anni si mostra padrona del disegno e in grado di maneggiare i pennelli con sapiente naturalezza. Accortosi del talento della figlia, il padre diventa il suo maestro, con il quale Angelika comincia a fare una serie di viaggi a Morbegno, Como e Milano, a seconda delle committenze ricevute. Angelika nutre anche la passione  per altre arti come la musica e il canto e, pur essendo attirata dalla carriera di cantante, alla fine preferisce seguire le orme paterne, ricevendo richieste di ritratti già entro il il 1750. Nel 1757, dopo la morte della madre, insieme al padre ritorna a Schwarzenberg dove, nella chiesa parrocchiale, dipinge i dodici apostoli. Più tardi, Angelika, per approfondire la sua formazione artistica, si reca, seguita dal padre, a Milano, Parma, Firenze, Roma e Napoli, dove dimostra il suo talento, copiando  le opere di maestri.

autoritratto

Il suo Autoritratto alla Galleria degli Uffizi datato 1762, è contemporaneo del suo arrivo a Firenze nel giugno di quell’anno, non risentendo ancora del clima protoneoclassico con cui viene in contatto in Toscana, dopo aver conosciuto personalmente Johann Friedrich Reiffenstein, amico di Johann Joachim Winckelmann, e Benjamin West, futuro direttore della Royal Academy. Assai benestante e già carica di pubblici riconoscimenti riceve il diploma dell’Accademia del Disegno di Firenze e sempre nel 1762 viene onorata anche dall’Accademia Clementina di Bologna. Nel 1763 si trasfeisceì a Roma, dove entra in contatto con la comunità artistica e intellettuale del luogo e viene ammessa nell’Accademia nazionale di San Luca a soli 23 anni, dipingendo, come pezzo di ammissione, un ovale raffigurante La Speranza, che costituisce l’esordio di un filone tematico di figure allegoriche, che sarà presente in molte delle sue opere successive. A questo momento risalgono il Ritratto dell’abate Peter Grant, ora a Edimburgo nella National Gallery of Scotland e il Ritratto di Johan Joachim Winckelmann alla Kunsthaus di Zurigo,

Johan Joachim Winckelmann

Dal luglio 1763 all’aprile 1764 Angelika soggiorna a Napoli, dove copia le antichità delle collezioni reali, esercitando l’incisione e coltivando il ritratto di cui l’esempio più notevole è il Ritratto dell’attore David Garrick (a Burghley House, Cambridgeshire), sua prima opera esposta a Londra in una mostra pubblica presso la Free Artistic Society.

David Garrick

Penelope al telaio - 1764

Nel 1765 si reca dapprima a Venezia, dove si interessa di Tiziano, e, successivamente, a Bologna e Parma, per studiare, rispettivamente, le opere dei pittori bolognesi Annibale, Ludovico e Agostino Carracci e quelle del Correggio (Antonio Allegri). Sulla laguna conosce il diplomatico inglese Joseph Smith e sua moglie, che la invita ad accompagnarla a Londra, dove arriva nel luglio 1766. A Londra Angelika si dedica prevalentemente ai ritrarre: Anne Seymour Damer (Chillington Hall a Staffordshire); la Duchessa Augusta di Richmondd, del 1767 (Royal Collections a Buckingham Palace); sir Joshua Reynolds (a Saltram House, National Trustees nel Devon): il pittore inglese da cui ricevette una proposta di matrimonio.

Sir Joshua Reynolds -

Nel 1768 diventa membro fondatore della Royal Academy of Art. Tra i suoi committenti figurarono la regina Carlotta d’Inghilterra e papa Pio VI

Carlotta di Inghilterra

Angelika sposa in prime nozze un oscuro conte svedese, di cui si era innamorata perdutamente, Federico de Horn, alias Brandt, che, purtroppo, ben presto, si rivelerà un avventuriero senza scrupoli. Infatti, non solo abbandona la moglie, ma la deruba pure di ingenti somme di denaro.

Successivamente, la pittura dell’artista evolve verso tematiche protoromantiche di derivazione tedesca. Tale sperimentazione la porta ad esporre, per la prima volta, ad una delle rassegne periodiche della Royal Academy nel 1770 accanto a Samma l’indemoniata (da Klopstock) o a Cleopatra, un quadro di soggetto medievale, Vortigern e Rovena, ora a Saltram House. Tuttavia, principale risorsa rimane il ritratto, specie femminile, talvolta allegorizzato secondo l’esempio di Reynolds. Ecco alcuni dei ritratti realizzati da Angelika Kauffmann. 

Autoritratto . 1787

Un’importante affermazione pubblica tra il 1778 e il 1780 è la progettazione delle decorazioni interne della Royal Academy (il suo capolavoro in questo genere) e la contestuale realizzazione per la volta della Lecture Hall di quattro ovali raffiguranti rispettivamente il Colore, il Disegno, la Composizione e il Genio, trasportati nel 1869 nella nuova sede dell’Accademia a Burlington House.

Il Colore

Il Disegno

Il Genio

Dopo la morte del primo marito, Angelika nel 1781 sposa il pittore veneto Antonio Zucchi di quindici anni più grande di lei, gentile nei modi, ottimo compagno e consigliere. Insieme a quest’ultimo, tra il 1871 e il 1872, decide di trasferirsi in Italia, pensando in un primo momento di andare a Napoli, ma poi opta di stabilirsi a Venezia, giungendovi nel maggio del 1782, dove muore suo padre, già molto anziano. Dalla Serenissima riceve l’incarico di ritrarre esponenti del patriziato veneziano tra cui spicca il ritratto di Andrea Memmo nominato procuratore di San Marco, e varie committenze del granduca Paolo I di Russia. Viene, inoltre, nominata membro onorario dell’Accademia di belle arti, titolo che le viene conferito da Giandomenico TiepoloDopo una breve sosta a Roma, nel 1782, i coniugi si stabiliscono a Napoli, dove la pittrice riceve l’offerta, però declinata, di assumere il ruolo di pittrice di corte. Esegue; comunque, un ritratto di re Ferdinando IV (oggi alla Reggia di Capodimonte), che termina nello stesso anno a Roma, e un ritratto di gruppo della famiglia reale.

Ritratto di Ferdinando IV re di Napoli e dela sua famiglia

Affinando la sua arte pittorica e la sua cultura con un impegno indefesso, diventa in poco tempo l’interlocutrice e la musa di artisti e intellettuali dell’epoca e viene invitata presso le corti dei potenti d’Europa come re Carlo III, l’imperatore Giuseppe II, Ferdinando I delle Due Sicilie e Caterina II di Russia. Tramite l’architetto Giannantonio Selva, importante esponente del Neoclassicismo, che ebbe modo di conoscere durante il suo soggiorno a Venezia del 1781,  Angelika viene “raccomandata” al gallerista italiano Tommaso Puccini, futuro direttore della Galleria degli Uffizi e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, figura di spicco dei conoscitori e dei salotti romani, il quale, in una lettera all’amico casalese Ignazio De Giovanni del luglio 1783 scrive:”Angelika Kauffmann celebre pittrice si è stabilita in Roma questa settimana, e ha dato scacco alla maggior parte dei pittori. Io frequento la sua compagnia, e la frequentereste anche voi, se foste in Roma, e forse troppo”. Inizia, così, per la pittrice svizzera, la cui fama è internazionale, ormai consacrata decima Musa, un vero e proprio trionfo nei salotti romani. Qui, tra il 1786 e il 1788 diventa amica stretta di Goethe, che la cita spesso nell’Italienische Reise, informando anche, alla data del 9 febbraio 1788, dell’acquisto fatto dalla pittrice di due dipinti attribuiti a Tiziano e a Paris Bordon. Ormai pittrice famosa in tutta l’Europa, le sue opere vengono richieste da Londra a San Pietroburgo. Al 1788 risalgono sia Virgilio che legge l’Eneide ad Augusto e Ottavia(ora all’Ermitage)

Virgilio che legge l'Eneide ad Augusto e Ottavia

sia Valentina, Proteo, Silvia e Giulia nella foresta (Wellesley Collection), nonché la partecipazione con una tela raffigurante Cressida e Diomede alla decorazione della Shakespeare Gallery voluta da John Boydell (ora Perworth House, Sussex). Specializzatasi in ritratti e in pitture di soggetto storico, dipinge scene mitologiche, classiche e di storia antica, nonché medievale oltre a soggetti agiografici, come per il collezionista George Bowles la Morte di Virgilio e Cornelia madre dei Gracchi del 1785, 

Cornelia madre dei Gracchi

ALTRE OPERE DI ANGELIKA KAUFFMAN 

Tre cantanti

Bimbi con uccelli e fiori

Maria la pazza

ritratto del principe Henri Lubomirsky come Cupido

Louisa Hammond

ritratto di donna vestita da vergine vestale

The Monk of Calais

Venere e Adone

 

A. Kauffmann - Amore e Psiche

Rimasta di nuovo vedova nel 1795, Angelika detiene il primato di caposcuola della pittura romana e allestisce nella sua abitazione romana una piccola, ma selezionata raccolta di dipinti, tra cui anche il San Gerolamo di Leonardo da Vinci, poi passato alle Raccolte Vaticane. Nel biennio 1795-1796 dipinge il ritratto di Antonio Canova con il bozzetto di Ercole e Lica, ora in collezione privata e la Samaritana al pozzo su commissione del principe e abate di San Biagio in Germania. Porta la data del 1797 il quadro con David e Nathan realizzato per il cardinale Francesco Saverio de Zelada. Nel 1798, quando le truppe francesi occupano Roma, esegue il ritratto del generale Augustin de Lespinasse, da cui ottiene protezione. Abituata a dipingere una giornata intera senza accusare alcun sintomo di stanchezza, negli ultimi tempi si ferma esausta, rimanendo immobile davanti al dipinto con lo sguardo fisso altrove. I medici e gli amici le propongono di concedersi un periodo di riposo e di svago lontano da Roma, per cercare di recuperare le energie perdute. Nell’estate del 1802 si reca a Como, che aveva visto per la prima volta a undici anni e che le era rimasta nel cuore per la bellezza del lago e la cordialità della gente. Da lì scrive una lettera all’amico Antonio Canova, mettendolo al corrente dei suoi spostamenti e della sua salute. Ma una volta rientrata a Roma quel vigore che l’aveva sorretta sin dall’inizio, comincia lentamente ad abbandonarla. Angelika muore il 5 novembre 1807 e, dopo i funerali celebrati il 7 novembre 1807 con una solenne cerimonia organizzata e diretta da Antonio Canova, viene sepolta nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, di fianco al consorte, Antonio Zucchi; rararamente ad un artista era stato tributato l’onore di avere il feretro accompagnato da due suoi dipinti: il David e Natan e la Samaritana al pozzo. Nel 1808 per interessamento del cugino, Johann Kauffmann, un suo busto in marmo, opera di Peter Kauffmann, parente della pittrice, viene collocato nel Pantheon. Il filosofo Johann Gottfried Herder la definì forse la donna più colta d’Europa.

Autoritratto del 1797

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5 commenti

Pubblicato da su 04/09/2011 in Le donne nell'arte

 

5 risposte a “LE DONNE NELL’ARTE – Angelika Kauffmann

  1. franca corazzina

    12/09/2013 at 10:57

    splendido lavoro!

     
  2. quarchedundepegi

    11/03/2014 at 13:29

    Mi piace. Mi sono permesso di riportare questo articolo sul mio blog.

     
  3. pittrice Susanna Galbarini

    05/11/2016 at 09:47

    L’ha ribloggato su Pittura1arte2disegno3e ha commentato:
    COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” Google+ INVITO in Allegati .ANGELIKA o ANGELICA FAUFFMANN Pittrice Svizzera , CELEBRAZIONI §275°ANNIVERSARIO DELLA NASCITA 30 OTTOBRE 1741 COIRA,SVIZZERA +5 NOVEMBRE 1807 ROMA,LAZIO § e ANTONIO ZUCCHI Pittore Neoclassicista e Marito

     

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