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LE DONNE NELL’ARTE – Orsola Maddalena Caccia

10 Set

 

Non sono pochi gli esempi di religiose che hanno esercitato l’arte pittorica nei loro conventi. Tra queste ricordiamo Orsola Maddalena Caccia, nata a Moncalvo (in provincia di Asti), presumibilmente nel 1596 con il nome di Theodora. Figlia del pittore Guglielmo Caccia, conosciuto anche come Il Moncalvo e di Laura Oliva, entra  nel convento delle Orsoline di Bianzé, (comune del nord del Piemonte), cambiando il suo nome in quello di Orsola Maddalena. Rimane in quel convento fino al 15 aprile 1625, data di fondazione di un nuovo convento di clausura dedicato a S.Orsola, che suo padre aveva finanziato e fatto costruire in Moncalvo e dove Orsola si trasferisce assumendo il titolo di badessa. Orsola aveva due fratelli e cinque sorelle, quattro delle quali prendono i voti religiosi e, come Orsola, si fanno monache entrando anche esse nel convento di Moncalvo.

Orsola impara a dipingere sotto la guida del padre facendogli, all’inizio, da assistente colorando e realizzando le figure secondarie dei suoi dipinti. In una supplica al vescovo di Casale precedente l’atto di fondazione del convento di Moncalvo, si fa cenno esplicitamente all’attività della Caccia. in collaborazione col padre secondo precise convenzioni finanziarie. Lei e sua sorella Francesca (anche essa monaca) si dedicano alla pittura, organizzando uno scuola all’interno del convento dove insegnano alle novizie e dove ricevono le commissioni dall’esterno. Due allieve di Orsola entrano in convento senza neppure avere attitudini per il disegno e la pittura, ma solo perché promettono di apportare significativi benefici economici per l’ordine. A differenza della sorella Francesca, che muore giovanissima all’età di 26 anni, Orsola avrà modo di perfezionare lo studio della pittura nel corso  della sua vita, che durerà ottanta anni.

Orsola si dedica prevalentemente a dipingere nature morte, oltre a immagini devozionali e pale d’altare.

Orsola M. Caccia - Vassoio con frutta e quaglia, olio su tela

Il suo stile pittorico è simile a quello arcaico fiammingo di Ludger Tom Ring il Vecchio e di Georg Hoefnagel, presentando una struttura compositiva semplice e equilibrata, con ogni elemento situato con cura, con particolare attenzione alla verticalità, soprattutto nelle opere con motivi floreali. Le sue nature morte includono normalmente pezzi di frutta e un animale, di solito un fagiano o un insetto.

Orsola Maddalena Caccia - natura morta

vaso con fiori

Vaso con fiori

Orsola dipinge, inoltre, oggetti di devozione e crea graziose miniature con uno stile assai delicato ereditato dal padre. Queste opere si trovano oggi in collezioni private, palazzi, musei e chiese del Piemonte e si riconoscono dalla firma che contraddistingue l’artista, costituita da un fiore o un mazzo di fiori.

Madonna col bambino

Madonna con bambino e s.Giovannino

S. Giovanni evangelista

Tra le sue commissioni più importanti va inclusa la pala d’altare rappresentante lo “Sposalizio della mistica Beata Osanna Andreasi ” (1648), nella chiesa di Carbonarola (Mantova) e la pala di “San Giovanni Battista” (1644), che si trova nella chiesa San Martino e Stefano, a Montemagno. La sua pittura ha successo anche presso la corte sabauda; restano sue lettere connesse con opere di pittura dirette alla infanta Margherita di Savoia (1643).  Il 17 aprile del 1665 accoglie nel convento di Moncalvo la pittrice Laura Bottero col nome di suor Candida Virginia. L‘atto di monacazione precisa i doveri della novizia nei confronti del convento come artista in proprio, pur sotto la supervisione della Caccia, e come futura maestra di altre novizie portate alla pittura.

Orsola Maddalena Caccia muore il 26 luglio 1676 

 
9 commenti

Pubblicato da su 10/09/2011 in Le donne nell'arte

 

9 risposte a “LE DONNE NELL’ARTE – Orsola Maddalena Caccia

  1. Graziella Aitala

    16/05/2012 at 19:49

    Straordinario…

     
    • Barbara Stabielli

      23/10/2013 at 16:26

      Chi parteciperà alla presentazione del saggio scritto dalla storica dell’arte Barbara Stabielli – per il n. 52 della rivista Segusium, Società di ricerche e studi valsusini – avrà occasione di apprendere come la pittrice non rimase sempre chiusa entro le mura monastiche, ma anzi probabilmente viaggiò molto grazie al raggiunto ruolo sociale di Madre Badessa e “insigne pittrice”.

      La storica dell’arte Barbara Stabielli presenterà alcune delle opere più rappresentative della pittrice, conservate nel Monferrato, a Mantova, Pavia e Torino, tra cui la poco nota “San Carlo Borromeo in adorazione del Bambino” che si trova nella Chiesa di San Carlo a Susa.

      La visione delle opere sarà accompagnata dalla musicista Katia Zunino, che saprà catturare il pubblico nelle atmosfere seicentesche in cui si svolse l’esistenza di Orsola Maddalena Caccia.

      Sabato 26 ottobre ore 15, presso la Biblioteca di Almense – via Roma n. 4

       
  2. Franca Garesio

    29/05/2012 at 16:14

    pittura raffinata, di grande personalità i cui tocchi delicati rivelana una sensibilità tutta femminile

     
    • Barbara Stabielli

      23/10/2013 at 16:19

      Ripercorrere la vita di Orsola Maddalena Caccia, significa ripercorrere nello spazio e nel tempo la devozione controriformata diffusa anche nel Piemonte seicentesco, ma non solo … significa fare un viaggio nell’affascinante genere della natura morta, dove il senso di conteplazione della natura si fonde con profondi significati simbolici, in una particolare visione in cui natura e fede quasi si confondono.

      Se volete saperne di più, siete tutti invitati
      Sabato 26 ottobre ore 15, presso la Biblioteca di Almense – via Roma n. 4
      alla presentazione del saggio dedicato alla figura di Orsola Maddalena Caccia,
      scritto dalla storica dell’arte Barbara Stabielli per il n. 52 della rivista Segusium
      (Società di ricerche e studi valsusini), con la partecipazione dell’arpista Katia zunino.

       
  3. Idilio Vianello

    19/06/2012 at 20:26

    Apprezzo i dipinti di Orsola Maddalena Caccia,ammiro la finezza e la cura dei particolari.

     
    • Barbara Stabielli

      23/10/2013 at 16:24

      Orsola Maddalena Caccia era poco più che bambina quando prese i voti presso il Convento di Bianzè, ma dedicò tutta la sua vita all’arte, soprattutto entro le mura del Monastero di Moncalvo, dove creò una vera e propria bottega artistica, sull’esempio di quella paterna – il ben noto Guglielmo Caccia – dove imparò i primi rudimenti dell’arte pittorica.

      Se volete saperne di più, siete tutti invitati
      Sabato 26 ottobre ore 15, presso la Biblioteca di Almense – via Roma n. 4
      alla presentazione del saggio dedicato alla figura di Orsola Maddalena Caccia,
      scritto dalla storica dell’arte Barbara Stabielli per il n. 52 della rivista Segusium
      (Società di ricerche e studi valsusini), con la partecipazione dell’arpista Katia zunino.

       
  4. Barbara Stabielli

    23/10/2013 at 16:29

    Buongiorno,

    sono lieta di invitarvi Sabato 26 ottobre ore 15, presso la Biblioteca di Almense – via Roma n. 4 –
    alla presentazione del saggio “Orsola Maddalena Caccia”, scritto dalla storica dell’arte Barbara Stabielli
    per il n. 52 della rivista Segusium (Società di ricerche e studi valsusini),
    con la partecipazione della musicista Katia Zunino
    e brindisi di benvenuto.

     
  5. rosie

    08/02/2015 at 22:35

    Ma siete sicuri che la Natura morta ( con frutta e crostacei) che avete attribuita qui a Orsola Caccia sia la sua? Mi sembra un dipinto di Octavianus Monfort.

     
  6. Sophia

    18/05/2015 at 18:23

    Credo sia un errore del sito …

     

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