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ARTE – Il Burlesque

 IL BURLESQUE 

Nato nella seconda metà dell’Ottocento nella Inghilterra vittoriana, e importato negli Stati Uniti, qualche tempo dopo, il Burlesque (termine derivante dall’italiano, burla, che, a sua volta, nasce dalla parola latina burra, che significa “inezia”, sinonimo di “sciocchezza”, “cosa da nulla”, ecc,) è, agli inizi, un genere di spettacolo, basato principalmente sulla parodia di testi letterari dell’epoca, che si rivolge ad un pubblico proveniente dagli strati sociali meno abbienti. Per questo, il burlesque è stato anche denominato the poor man’s follies, le “follie dei poveri”. Affermatosi negli States, intorno ali anni ’40, come forma di spettacolo “alternativo” e più accessibile, rispetto ai grandi show in stile Folies Bergère, diventa, in poco tempo, un genere di culto con star di grande talento e richiamo.Il Burlesque trae ispirazione da varie fonti: l’exotica, il cabaret, lo striptease ed il circo, rielaborandoli e proponendo un mix unico di questi elementi.

Performers come Tempest Storm, Ann Corio, Lily St.Cir e la celebre Bettie Page sono tutt’oggi riconosciuti come simboli di trasgressione ed esotismo intramontabili, che suscitano immediatamente un immaginario underground e proibito.


 
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Pubblicato da su 01/07/2011 in Arte

 

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ARTE – Art Afterpieces

 

È un volume illustrato in cui il suo autore Ward Kimball (1914 – 2002) rivisita in chiave umoristica famose opere d’arte, come ad esempio, la Gioconda, che ridipinge con i bigodini in testa o la Madre di Whistler mentre guarda la TV. Il volume è stato prodotto in due edizioni, con introduzione di Jonathan Winters.

MINI BIOGRAFIA:

  Ward Kimball abilissimo disegnatore,  entra alla Disney Studios nel 1934 come animatore e, successivamente, in seguito alla sua bravura, viene  coinvolto in tutti gli aspetti della produzione di animazione. Il suo lavoro comprende Lucifero, Jaq e Gus, (in Cenerentola), il Cappellaio matto e lo Stregatto (Alice nel Paese delle Meraviglie).  E’ soprattutto noto come il disegnatore del Grillo Parlante nel film “Pinocchio” ed è stato anche responsabile per la riprogettazione di Topolino. Walt Disney, dopo aver riconosciuto i successi  di Kimball, ha fatto di lui uno dei “Nine Old Men” (Nove Vecchi Uomini) che, per l’appunto, erano un gruppo di  nove uomini selezionati come animatori di base (alcuni dei quali in seguito divennero registi) che hanno creato le opere Disney più famose, da Biancaneve e i sette nani a Le avventure di Bianca e Bernie. Walt Disney scherzosamente chiamava questo gruppo di animatori il suo “Nine Old Men”, con esplicito riferimento a Franklin D. Roosevelt e ai nove giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti. Pur  mantenendo i legami con la Disney Studios, 

Kimball  si ritira dalla Disney nel 1972.   Kimball era anche un valente musicista (nel 1948  fonda il Firehouse Five Plus Two, una band dixieland jazz, composta da colleghi dipendenti Disney ed aveva, inoltre, una passione sviscerata per i treni, al punto che, nella sua casa in California, ne ospita uno a dimensioni naturali.  Kimball ha ricevuto molte onorificenze durante la sua vita, e nel 1989 è stata insignito del titolo di Leggenda Disney.

ECCO LA COPERTINA DEL LIBRO “ART Afterpieces“, nella edizione pubblicata in Inghilterra nel 1979 dalla Magnum Books, che conservo nella mia libreria

ED ECCO ALCUNE ILLUSTRAZIONI CONTENUTE ALL’INTERNO DEL LIBRO

 

 
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Pubblicato da su 03/05/2011 in Arte

 

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ARTE – Il Nudo nell’Arte

IL NUDO NELL’ARTE

Il corpo umano nudo nell’arte figurativa ha origini nella preistoria e si prolunga sino all’età contemporanea con motivazioni, ragioni e significati diversi come simbolo, allegoria, forma «ideale», ecc. Nasce e si sviluppa il concetto di Nudo di Autore, che è espressione di una cultura figurativa, che identifica nella pratica del nudo, la base dello stesso processo di apprendimento e del fare arte.
Un personaggio chiave per l’applicazione didattica della pratica del nudo fu Baccio Bandinelli (1488-1560), pseudonimo di Bartolommeo Brandini, che,  nel 1531,
istituisce  nel Belvedere in Vaticano una «Accademia», nella quale insegna i procedimenti dell’arte ad un gruppo di giovani. Una incisione di Enea Vico, raffigura proprio l’atelier fiorentino del Bandinell dove compaiano bene in vista statuette di nudi, maschili e femminili.

L’ Accademia di Baccio Bandinelli, 1550
Enea Vico (1523–1567)La rappresentazione del nudo trova, poi,  la sua base nel disegno, inteso quale  fondamento teorico dell’arte stessa. Secondo l’ interpretazione data da Cennino Cennini ( Libro dell’Arte –  del  XV secolo), Lorenzo Ghiberti, Benedetto Varchi (Lezzione, 1547) e Anton Francesco Doni (Disegno, 1549), il disegno è – per gli artisti fiorentini – riferimento obbligato nella concreta pratica artistica. A coronamento di tale percorso può collocarsi la fondazione della fiorentina Accademia del Disegno (leggi → more ) progettata da Giorgio Vasari

fin dal 1560, ma che ebbe nel 1563, attraverso la protezione di Cosimo de’ Medici, «Capitoli et Ordini», che ne fissarono gli ordinamenti e le finalità compresa quella didattica.L’Accademia fiorentina si assunse dunque il ruolo di istituzione pubblica nella quale i giovani, che rivelavano una particolare disposizione per le «arti del disegno»,  possono trovare valido insegnamento. Pur non avendo testimonianze dirette, può ragionevolmente ritenersi che, fin dagli inizi, lo studio del nudo, dapprima tratto da modelli di statue antiche o moderne e poi anche dal vero, dovesse essere proposto ai giovani come Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 30/03/2011 in Arte

 

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