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FOTOGRAFIA – Edward Weston

 Nato nell’Illinois il 24 marzo 1886, Edward Weston è l’incarnazione della poesia applicata alla fotografia.Le sue risplendenti immagini, stampate in maniera sempre inappuntabile, ritraggono romantici paesaggi, primissimi piani di rocce, conchiglie, particolari di alberi e splendi ritratti (celebre è il nudo della sua amante Tina Modotti). Weston comincia a fotografare all’età di sedici anni. I suoi primi scatti li fa nei parchi pubblici di Chicago. La passione è forte e decide di intraprendere la professione di fotografo. Parte quindi per la California, dove inizia a scattare ritratti a domicilio.

Il suo primo stile fotografico è quello del Pittorialismo, stile fotografico importato dall’Europa, con il quale si tende ad elevare il mezzo fotografico allo stesso livello della pittura attraverso il “ritocco” manuale del fotografo per dare un senso “estetico” alla fotografia così da renderla un’opera comparabile a quella delle arti maggiori.A quei tempi molti credevano che la fotografia non fosse altro che una nuova classe della pittura e il tentativo di creare con la camera effetti pittorici crebbe, creando una serie di fotografie e fotografi molto simili tra loro; dando luogo ad una serie di “fotopitture” che non avevano nulla a che vedere con la naturalezza della fotografia.

ESEMPI DI FOTO PITTOREALISTE 

(The great wave, di Gustave Le Gray -1875)

Gustave Le Gray-The Great Wave.jpg 

(I wait, di Julia Margaret Cameron – 1860)

Nel 1911, Weston apre il suo primo studio fotografico ed inizia i suoi lavori che, grazie a numerosi riconoscimenti, lo proiettano verso la celebrità. Ma il lavoro che riscuote maggior successo è del 1922. Le fotografie scattate nell’Ohio presso le acciaierie ARMCO sono un ottimo esempio di foto-documento estremamente obiettivo. Nel 1920, Weston fa una revisione dei propri lavori, nei quali fino a quel momento aveva prevalso l’uso dell’effetto flou, lo sfocato artistico. Così già dai primi anni 20, abbandonando completamente le basi del pittorealismo si lascia ispirare dal nuovo ambiente che lo circonda, quello del modernismo, che riflette gli influssi delle avanguardie europee, soprattutto del cubismo, e le sue fotografie sono caratterizzate da naturalezza e semplicità, ma soprattutto da nitidezza e precisione. Con il suo nuovo stile, Weston cerca di mostrare al mondo il suo modo di “vedere” le cose. Con una quasi maniacale cura dell’immagine, cerca di cogliere l’essenza atemporale dell’oggetto, estraendone una forma pura e perfetta contrapposta allo sfondo che lo circonda…e che, a volte, risulta anche più “reale” dell’oggetto stesso, pronta per essere reinterpretata. Volendo usare le sue stesse parole “…con il massimo rigore; la pietra è dura, la corteccia di un albero è aspra, la carne è viva…”

Dal 1923 al 1926 Weston vive in Messico, insieme alla sua amante italiana Tina Modotti. Qui si appassiona alla causa rivoluzionaria messicana e lavora fianco a fianco con artisti e intellettuali locali che fanno dell’arte un mezzo di rivendicazione politica. Nel 1926 torna, definitivamente, in California. Sono di questi anni i lavori per cui è diventato famoso: ritratti, primissimi piani di forme naturali, paesaggi e nudi. Weston trasforma i soggetti fotografati in pure metafore visive degli elementi della natura: i primi piani di conchiglie, peperoni, cavoli; la serie di rocce e cipressi, fotografati astraendoli dal selvaggio paesaggio di Point Lobos; i nudi “incompleti”, estremamente sensuali, che non incarnano nient’altro se non se stessi; gli studi di cieli e nuvole… Si può dire che facciano tutti parte di quello che poi più avanti è stato definito “purismo Westoniano”.    

  

Nel 1932, insieme ad altri fotografi, tra cui Ansel Adams, fondò il Gruppo f/64 (chiamato così perché in genere usavano l’apertura minima di diaframma degli obiettivi che impiegavano per ottenere la massima profondità di campo). Questo gruppo di fotografi fondò un’estetica che si basava sulla ‘”perfezione tecnica e stilistica”: qualunque foto non perfettamente a fuoco, o perfettamente stampata, o montata su cartoncino bianco era “impura”. Si trattava di una reazione violenta allo stile sdolcinato e sentimentale che in quegli anni aveva reso celebri i fotografi pittorici della California. 

Nel 1946, Edward Weston comincia a soffrire di Parkinson e nel 1948 scatta la sua ultima fotografia a Point Lobos. Weston morirà a Carmel, California, il 1 gennaio 1958.

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Pubblicato da su 09/07/2011 in Fotografia

 

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FOTOGRAFIA – Tina Modotti

« Ogni volta che si usano le parole “arte” o “artista” in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro. »

Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina ( sua madre la chiamava Tinissima), nasce ad Udine il 17 agosto 1896. Figlia di Giuseppe Modotti meccanico di idee socialiste e di Assunta Mondini cucitrice, è stata attrice del cinema muto, musa di grandi artisti come Neruda e Alberti, modella di Rivera e Siqueiros, ma, soprattutto, figura leggendaria e donna bellissima dalle molte vite. che ebbe un’unica grande vera passione: la FOTOGRAFIA. 

Poco più che ventenne, per contribuire economicamente ai bisogni della famiglia, Tina lavora come operaia in una filanda e, nello stesso tempo, conosce i primi rudimenti della fotografia nello studio dello zio Pietro Modotti. A diciassette anni s’imbarca per San Francisco per raggiungere il padre emigrante.ed inizia a lavorare in una fabbrica di tessuti, facendo contemporaneamente la sarta ed anche a recitare nelle filodrammatiche di Little Italy. All’età di 21 anni sposa l’artista e poeta bohèmien, Roubaix del’Abrie Richey, detto Robo, con il quale si trasferisce a Los Angeles. Entrambi amano l’arte e la poesia, dipingono tessuti con la tecnica del batik; la loro casa diventa un luogo d’incontro per artisti e intellettuali liberal. Roubaix, però, morirà di vaiolo in Messico cinque anni dopo. Tina arriva in tempo per i funerali e scopre, in questa triste occasione, un paese che a lungo l’affascinerà. Nel 1920 Tina inizia la sua breve esperienza cinematografica ad Hollywood ( interpreta The Tiger’s Coat, per la regia di Roy Clement e, in seguito, alcune parti secondarie in altri due film, Riding with Death e I can explain ) e posa da modella per i fotografi Jane Reece e Johan Hagemayer. Rientra a San Francisco per l’improvvisa morte del padre Giuseppe. Alla fine dell’anno scrive un omaggio biografico in memoria del suo compagno, che verrà pubblicato nella raccolta di versi e prose The Book of Robo  

  

Nello stesso periodo, Tina conosce il grande fotografo statunitense Edward Weston, il quale, da incallito seduttore che era, cede davanti a Tina, che era una donna non solo bella e attraente, ma che possedeva anche il dono della intelligenza delle donne di ampie vedute. 

Nel giro di un anno Tina diventa la modella preferita del fotografo e sua amante.

Weston impazzisce per lei, ne è gelosissimo, tuttavia la asseconda nel sogno anticonformista del libero amore.

E intanto la fotografa mentre prende il sole, completamente nuda, sensualissima, sulla terrazza della loro casa di Città del Messico, dove si sono trasferiti. L’incontro con il fotografo Weston nel 1921 fu l’evento decisivo per la sua carriera di fotografa.  

 

Uniti da un forte legame sentimentale, Tina e Weston si immergono nel clima politico e culturale postrivoluzionario e, sempre a Città del Messico, frequentano i comunisti rivoluzionari Diego Rivera, e Frida Khalo. Ben presto Tina diventa attivista del partito Comunista e, durante il suo più intenso periodo di attività politica, le sue foto vengono pubblicate sulla stampa politica. La sua simpatia per gli operai si legge chiaramente attraverso i suoi ritratti di uomini o donne al lavoro. Espressione della sua volontà di fotografia socialmente coinvolta è, ad esempio, il ritratto dei Due uomini che portano un grosso peso sulla schiena, da cui emerge la consapevolezza che il lavoro usurpa la  personalità e la individualità delle persone,

Campesinos, 1929  - foto by FONDAZIONE ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA

Attraverso l’occhio della Modotti, nel ritratto Donna di Tehuanpec la protagonista è ritratta leggermente dal basso  e ha un aria regale nonostante il peso sulla testa che più che un carico appare come un’ornamentale corona.Donna di Tehuanpec

Nel 1924, una esposizione delle opere di Tina e Weston viene presentata al Palacio de Minerìa. 

La carriera fotografica di Tina Modotti è divisa, per alcuni, in due periodi: romantico e rivoluzionario. Il primo includerebbe il periodo trascorso con Edward Weston in Messico. Aprirono insieme uno studio di ritrattistica e viaggiarono per il paese incaricati di scattare immagini per il libro di Anita Bremmer, Idols Behind Altars. Nello stesso periodo venne scelta come fotografa ufficiale del movimento muralista messicano. Scattò molte immagini dedicate ai fiori. Il periodo rivoluzionario della sua fotografia sarebbe quello in cui fu più attiva politicamente. “La prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico” fu l’appellativo dato ad una sua mostra nel dicembre del 1929.  Fu l’apice della sua carriera di fotografa, e all’incirca un anno dopo fu costretta a lasciare il Messico. ( Fonte –© LiberaMENTE MAGAZINE 29 novembre 2009 ) 

Foto by FONDAZIONE ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA 

Il Messico visto dagli occhi di Tina Modotti. 

Tina si iscrive a Soccorso Rosso (organizzazione mondiale avviata dal Comintern per sostenere le vittime dell’ingiustizia sociale) e alla Lega Anti- Imperialista (che attirò un gran numero di artisti, intellettuali e anche leader politici del calibro di Sandino e Nehru). Alla fine del 1925 Tina ritorna a San Francisco a visitare la madre malata. Ritornata in Messico, assiste alla manifestazione del 1° Maggio 1926 e mette in pratica le sue nuove idee sulla fotografia. Famose le foto di Parata di lavoratori. Importantissime nella sua carriera di fotografa, pubblicate su Mexican Folkways, aprono la strada ad una produzione artistica fortemente in relazione con i suoi interessi sociali e politici.  

Alla fine del 1926, la storia d’amore tra Tina ed Edward finisce e lui decide di lasciare il Messico. Lei ne soffre molto e i loro contatti proseguono per parecchi anni in forma epistolare. Nello stesso periodo, conosce lo scrittore John Dos Passos e l’attrice Dolores Del Rio, ed entra in amicizia con la pittrice Frida Kahlo. Sue fotografie vengono pubblicate nelle riviste Forma, New Masses, Horizonte. Nel settembre del 1928 diventa la compagna di Julio Antonio Mella, giornalista rivoluzionario cubano, con cui Tina vive un amore profondo e al cui fianco intensifica il lavoro di fotografa impegnata e di militante politica. Ma l’incontro con Mella è di breve durata, perché il 10 gennaio dell’anno successivo, Mella viene assassinato proprio mentre sta rincasando con Tina, Il delitto è stato compiuto da sicari prezzolati dal dittatore di Cuba Gerardo Machado. In un primo tempo, è la stessa Tina ad essere addirittura accusata del delitto di Mella per motivi passionali. Accusa che, però, viene dichiarata infondata, grazie anche a Diego Rivera che si batterà strenuamente per dimostrare la sua innocenza. Tina rimane fortemente indignata e scossa da questo dramma e deve inoltre subire una campagna scandalistica con cui forze reazionarie tentano di coprire mandanti ed esecutori del delitto politico. Partecipa alle manifestazioni in ricordo di Mella e, in segno di protesta, rifiuta l’incarico di fotografa ufficiale del Museo Nazionale Messicano. Si dedica alla militanza e al lavoro fotografico, realizzando un significativo reportage nella regione di Tehuantepec. All’Università Autonoma di Città del Messico il 3 dicembre si inaugura una rassegna delle sue opere, che si trasforma in atto rivoluzionario per il contenuto e la qualità delle fotografie e per l’infuocata presentazione tenuta dal pittore Siqueiros. La rivista Mexican Folkways pubblica il manifesto “Sobre la fotografia” firmato da Tina Modotti.

Nel 1930, Tina viene accusata, ingiustamente, di aver partecipato a un attentato contro il nuovo capo dello Stato messicano, Pasqual Ortiz Rubio, viene arrestata ed espulsa dal Messico. Si imbarca fino a Rotterdam con Vittorio Vidali e raggiunge Berlino.

Riprende l’attività fotografica, venendo a contatto con l’informazione giornalistica, in particolare con la stampa popolare di Willy Münzerberg, quotidiani e periodici:  “Arbeiter – Illustrierte – Zeitung” alcuni dei quali pubblicano foto di Tina.

Sempre nel 1930, Tina parte per Mosca e, nella capitale sovietica, allestisce la sua ultima esposizione di fotografie, lavora come traduttrice, scrive opuscoli politici, ottiene la cittadinanza e diventa membro del partito. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola, con il nome di Maria  si trova a Madrid assieme a Vittorio Vidali, che assumerà lo pseudonimo di Carlos J. Contreras, Comandate del Quinto Reggimento. Lavora negli ospedali e nei collegamenti e si dedica ad attività di politica e cultura scrivendo sull’organo del Soccorso Rosso Ayuda. Dopo la sconfitta spagnola, Tina giunge a Parigi con Vidali e, da lì, insieme a lui, rientra in Messico, dove conduce un’esistenza difficile vivendo di traduzioni e partecipando ad attiva di soccorso dei reduci. Lavora anche nell’Alleanza internazionale Giuseppe Garibaldi. Il 5 gennaio 1942, Tina muore misteriosamente dentro un taxi a Città del Messico. 

 

 

 
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Pubblicato da su 07/07/2011 in Fotografia

 

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FOTOGRAFIA – fotografia d’arte

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Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’ Ottocento, in quasi tutta Europa, vengono compiuti numerosi esperimenti sulla “produzione meccanica” di immagini, riproducibili a basso costo. E’ questo il periodo in cui sta crescendo un largo interesse per un nuovo fenomeno: la richiesta, cioè, di un sempre più vasto consumo di immagini, non solo per diffondere e fare vedere le opere d’arte in altri luoghi, ma anche perché si inizia a intuire la utilità dell’immagine anche nel campo della propaganda politica, e, soprattutto, per pubblicizzare un qualsiasi prodotto, che si voglia vendere (la pubblicità commerciale stava muovendo già i primi passi).

Il primo importante tentativo, in tal senso, viene compiuto, nel 1796, da Aloys Senefelder con l’invenzione della Litografia, un rivoluzionario metodo di stampa, che utilizzava lastre di pietra come matrici. Alla invenzione del litografo fa seguito quella della fotografia. Invenzione, quest’ultima  a cui hanno collaborato molti ricercatori, come, Joseph-Nicéphore Niepce che, nel 1826. riesce per la prima volta a riprodurre delle immagini su una lastra metallica ricoperta con una vernice bituminosa. Nel 1837 il pittore francese, Louis Daguerre (1787-1851), inventa un meccanismo (che appunto verrà chiamato, in suo onore dagherrotipo) capace di Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 10/04/2011 in Fotografia

 

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